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La terza dose spalanca le porte all’obbligo vaccinale?


Tommaso Alessandro De Filippo
02/10/2021 – Il Primato Nazionale


Roma, 2 ott – E’ cominciata la somministrazione della terza dose di vaccino anticovid anche in Italia. Al momento riservata solo ad anziani con più di 80 anni e persone con fragilità considerevoli di salute. Tuttavia, all’interno dell’esecutivo si discute già di ampliare la vaccinazione a tutta la popolazione nei prossimi mesi. Una scelta dettata da quella che sembrerebbe una vera e propria “scadenza” delle dosi precedenti.

E’ parere condiviso da molteplici esperti quello che annota come l’effetto dei vaccini non abbia efficacia superiore per un raggio temporale di circa sei mesi. Problematica effettiva che richiede di scegliere tra l’aumento del numero di sieri per ogni cittadino e la cessazione della campagna vaccinale. Il governo italiano pare aver optato per sottoporre gli italiani a continue vaccinazioni, anche perché vittima degli indirizzi in materia provenienti dall’Unione Europea.

Bruxelles ha infatti stipulato un contratto con Pfizer Biontech, al fine di acquistare abbastanza dosi (900 milioni) da distribuire ai 27 Stati entro il 2022. Anche in ragione di ciò, siamo dinanzi alla necessità di prospettare le scelte politiche su cui il nostro governo probabilmente opterà in campo vaccinale.

Terza dose obiettivo politico più che sanitario

In primis, è doveroso annotare che la nostra campagna di vaccinazione abbia ad oggi coinvolto circa l’82% dei cittadini. Una percentuale considerevole e soddisfacente, ben superiore a quella di altri Stati dell’Unione Europea. Eppure, ministri ed esponenti della maggioranza hanno auspicato ad un aumento del numero di vaccinati. Obiettivo politico più che sanitario, da ottenere attraverso l’estensione di strumenti persuasivi come il green pass. Tuttavia, tale certificato potrebbe non bastare, dato che con la terza dose da sottoporre nuovamente a quasi 70 milioni di cittadini si provocherebbe una confusione ingestibile.

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L’unico possibile (e negativo) scenario all’orizzonte potrebbe essere dunque quello dell’obbligo vaccinale. Permettere che gli italiani siano vaccinati con tre dosi nei prossimi mesi appare impossibile (oltre che inutile) se ci si basa sulla sola libertà di scelta. Ragion per cui non sarà sorprendente assistere ad un prossimo intervento di coercizione che imponga di sottoporsi ad un trattamento sanitario in certi casi non necessario.

Tommaso Alessandro De Filippo

Restrizioni e contraddizioni: i ritardi sulla terza dose smascherano il green pass


Tommaso Alessandro De Filippo
20/11/2021 – Il Primato Nazionale


Roma, 20 nov – Abbiamo spesso contestato lo strumento del green pass e le modalità d’utilizzo di esso, convinti di dover tutelare le libertà personali degli italiani e dell’inefficacia di mezzi simili. A numerosi osservatori è apparso infatti chiaro, sin dal principio di nascita del certificato, che non vi fossero motivazioni strettamente sanitarie dietro alla creazione. Pertanto, è doveroso denunciare come il governo si sia reso fautore di una consistente limitazione delle libertà dei propri cittadini. Oltre che responsabile di un ingente danno economico.

In occasione dell’inizio della campagna vaccinale con la terza dose stiamo assistendo ad ulteriore dimostrazione di quanto espresso nei mesi scorsi. In primis, la scadenza d’efficacia del siero stesso intorno ai 6 mesi dall’inoculazione annulla di fatto le ragioni della durata annuale del certificato. Inoltre, la possibile scelta di ridurne la tempistica di validità da 12 a 9 mesi rappresenta l’inesistenza di motivazioni scientifiche che ne giustifichino la permanenza in società.

Terza dose e green pass: ennesima prova d’inaffidabilità di governo e Cts

Siamo dinanzi alla necessità di denunciare nuovamente le contraddizioni dell’esecutivo nella lotta all’emergenza sanitaria. Appare assurdo il preannuncio di possibili nuove limitazioni con la somministrazione della terza dose in notevole ritardo. Numerosi cittadini che hanno ricevuto il vaccino da più di 6 mesi sono ancora scoperti della nuova copertura sierologica. Insomma, senza terza dose ma con green pass valido.

Tale scenario dimostra l’assurdità delle scelte dell’esecutivo e l’inattendibilità del Comitato tecnico scientifico. Infatti, è probabile che nelle prossime settimane sia impedito l’accesso ai luoghi pubblici ad un non vaccinato, anche se negativo al tampone, mentre verrà concesso a chi possiede il certificato, pur non essendosi potuto nuovamente vaccinare. Sarebbe dunque quantomeno necessario l’annullamento delle limitazioni vigenti e del green pass stesso, con il ritorno immediato al rispetto della libertà di scelta degli italiani.

Tommaso Alessandro De Filippo