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Il Re, la nuova serie televisiva con Zingaretti, sbarca su Sky


– Tommaso Alessandro De Filippo


Dal 18 marzo su Sky Atlantic è visibile la nuova serie di 8 episodi intitolata “Il Re”, con protagonista principale Luca Zingaretti, abile a cimentarsi in un ruolo piuttosto differente rispetto al celebre Commissario Montalbano.

Il Re “della legalità”?

In effetti, anche in questo prodotto Zingaretti sarebbe schierato “dalla parte della legalità”, data l’interpretazione di Bruno Testori, rispettato e temuto direttore del carcere San Michele. Tuttavia, sin dal primo episodio appare chiara la trama ben distante dai consueti polizieschi prodotti in Italia negli anni recenti, poveri di adeguati colpi di scena ed impantanati spesso in un intrattenimento dei telespettatori poco emozionante ed innovativo. In questo caso la storia è cruda, con il protagonista abituato ad una direzione del carcere incentrata sulla creazione di un “sistema” interno, con meritocrazia per i detenuti intenzionati a collaborare e lo spaccio di droga ad opera degli stessi supervisori usato come arma per evitare proteste ed eventuali rivolte interne.

Infatti, la fama positiva della casa circondariale è dovuta alla capacità di contenere e gestire i detenuti più cruenti e spietati, che avevano contribuito a provocare tensioni negli altri carceri. Nonostante le premesse, due morti inattese ed improvvise sconvolgono la routine quotidiana della struttura e catapultano Bruno ed i suoi colleghi nel girone di indagini ed interrogatori della Polizia, che ben presto si accorgerà delle inusuali abitudini con cui è gestito il San Michele. Un prodotto nuovo ed italiano, capace di dare linfa al settore delle serie tv nostrane spesso deriso ed escluso dai palcoscenici internazionali.

Le serie italiane nella percezione internazionale

È risaputo come l’Italia abbia spesso incontrato delle difficoltà nella creazione di lavori capaci di influenzare positivamente la critica estera. Tuttavia, nell’ultimo decennio pare esser cominciata una inaspettata inversione di tendenza, con alcuni prodotti che hanno migliorato la nostra considerazione anche come produttori di serie tv di adeguayo livello. Siamo certi che Il Re otterrà un riscontro positivo e sarà ulteriore conferma delle ottime capacità dei nostri attori, produttori e registi.

Tommaso Alessandro De Filippo

A CASA TUTTI BENE: L’EMOZIONANTE SERIE DI MUCCINO CHE SEMBRA UN FILM

Gabriele Muccino debutta nel mondo delle serie tv con “A casa tutti bene” – dal 20 dicembre su Sky – che si richiama al successo cinematografico del 2018, dove l’omonimo film raccolse numerosi premi ed il plauso della critica. Il lavoro presenta un parterre misto di attori, con alcune figure ben note al pubblico – su tutte Francesco Acquaroli – che accompagnano interpreti alle prime apparizioni in lavori di probabile successo. Ottima conferma Emma Marrone, che aveva esordito con il regista nel meraviglioso “Gli anni più belli” e si dimostra nuovamente adatta a ricoprire dei ruoli principali. Il risultato finale appare quello di un contenitore di emozioni innovativo, con una trama che già dal primo episodio prefigura colpi di scena ed intrecci. Una serie italiana, nel significato più puro del termine, dove tradimenti, lusso e gelosie famigliari sono raffigurate senza la volgare banalità che contorna troppe opere, inducendo lo spettatore a lamentarsi del “consueto prodotto italiano mai di livello”. C’è la malavita, il gioco d’azzardo con i suoi drammi e la spietatezza di alcuni parenti, tematiche quanto mai reali nella cronaca popolare. Un mix di sentimenti ed attese che lascia spazio all’immaginazione ed alla speranza, prima di immergersi nella drammaticità del lutto, che impone ad ogni famiglia il ritrovo – momentaneo – di unità e vicinanza. A far da sfondo la melodica sigla scritta e cantata da Jovanotti. Pertanto, è doveroso complimentarsi con Muccino per idea e produzione, nell’attesa della programmazione dei prossimi episodi (8 in totale) che sveleranno ulteriori retroscena e trame nascoste della famiglia Ristuccia. La speranza è che una serie tv simile, che dalla trama sembra quasi un film, possa fungere da esempio per un settore artistico impantanato troppo spesso dalla mancanza di creatività.