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FI: Rina Grasso nuova vice-coordinatrice di Giovani Roma Capitale

Roma, 29 apr – (Nova) – Ieri nel corso del Direttivo Capitolino di Forza Italia Giovani e’ stata annunciata la nomina di Rina Grasso quale nuova vice coordinatrice di Roma. Una nomina che si inserisce in un complessivo riassetto del movimento volto ad affrontare al meglio le prossime sfide. Cosi’ una nota stampa del Coordinamento Capitolino di Forza Italia Giovani. “Ringrazio il Coordinatore Regionale Simone Leoni e il Coordinatore Capitolino Riccardo Serino per l’incarico che hanno deciso di affidarmi – dichiara Grasso – dimostrandomi una fiducia che ripaghero’ con impegno e dedizione verso il nostro movimento giovanile”. (Com) NNNN

LORENZO PREGLIASCO: “PUTIN HA SOTTOVALUTATO LA COMPATTEZZA OCCIDENTALE. ORA GLI ITALIANI VEDONO LA RUSSIA COME UNA MINACCIA REALE”

– Tommaso Alessandro De Filippo

Abbiamo intervistato Lorenzo Pregliasco, fondatore di YouTrend, volto televisivo ed esperto sondaggista ed analista italiano. Autore del testo “Benedetti Sondaggi”, Pregliasco svolge un ruolo informativo e comunicativo importante in un momento storico così complesso ed instabile, dove gli stravolgimenti anche geopolitici impattano notevolmente sulla percezione e gli interessi dei cittadini italiani.

Dott. Pregliasco, quali sono le sue considerazioni in merito all’evoluzione del conflitto tra Russia ed Ucraina? Crede che l’Occidente stia attuando una strategia di risposta compatta ed efficace verso il nemico russo?

Ritengo che la Russia abbia sottovalutato la capacità di risposta occidentale, scommettendo erroneamente sulla disgregazione politica dell’Unione Europea e sulla distanza tra essa e l’alleato USA. Nel mio articolo pubblicato sul primo numero della rivista Domino, mensile di geopolitica diretto da Dario Fabbri ed edito da Enrico Mentana, spiego come l’Occidente si sia allontanato dalla figura di Putin dall’inizio del conflitto in Ucraina. Le azioni politiche del Cremlino hanno prodotto una riluttanza nelle nostre opinioni pubbliche e nel nostro tessuto popolare. In Italia si è rapidamente allargato l’indice di cittadini che disprezzano la figura di Vladimir Putin e le istituzioni russe, dimostrandosi intenzionati ad agire contro di esse. C’è un indice favorevole verso lo strumento delle sanzioni europee, mentre l’approvazione è inferiore sull’invio di armi ed equipaggiamenti ed è bassa sull’ipotesi di inviare militari nostrani a combattere direttamente in Ucraina. Resta da vedere se questo sentimento di paura che identifica Putin e la Russia come una minaccia concreta reggerà nel tempo: dipenderà dalle conseguenze economiche delle sanzioni e dall’evolversi della guerra.

Come prospetta le elezioni politiche italiane del 2023? Che riscontro elettorale si attende?

Sarebbe impossibile ad un anno di distanza dalle elezioni politiche prevedere un esito ed uno scenario esatto. Il fattore chiave della legislatura attuale è stato quello dell’imprevedibilità, dato che dal 2018 in poi abbiamo assistito a stravolgimenti, inversioni di tendenza e nuove alleanze che nessuno si sarebbe mai aspettato. Il mondo in generale sta dando ampi segnali di instabilità da qualche anno a questa parte, pertanto in un anno sarà possibile assistere ad ulteriori novità politiche e sociali in Italia. Quel che sembra probabile è la possibilità di assistere ancora in futuro a governi di larghe intese, frutto di accordi politici ed istituzionali figli della necessità. Con il taglio dei parlamentari in vigore dalla prossima legislatura le maggioranze politiche, soprattutto al Senato, potrebbero essere piuttosto risicate, così da determinare nuovi accordi tra forze parlamentari che in campagna elettorale si son date battaglia.

Quali sono i principali interessi degli italiani in ambito politico?

In questo biennio pandemico la salute è balzata al primo posto tra gli interessi degli italiani, come pienamente comprensibile. In linea generale il nostro è un popolo abbastanza concreto, attento alle necessità quotidiane come quella di trovare lavoro e realizzarsi economicamente e professionalmente. L’interesse verso l’ambiente si è parecchio incrementato negli anni recenti, anche se subisce il grande solco generazionale tra i giovani elettori, che pongono l’ambientalismo al primo posto, e gli elettori adulti, meno interessati e coinvolti in questa dinamica. Pertanto, nonostante l’incremento riscontrato l’ambiente è ancora “battuto” dall’interesse lavorativo per la maggior parte dei cittadini del nostro paese.

Quali sono i suoi progetti per il futuro?

Al primo posto c’è quello di continuare a migliorarmi, proseguendo ed ampliando i contesti di mio interesse umano e lavorativo. Scrivere e pubblicare il mio testo “Benedetti Sondaggi” mi ha impegnato abbastanza, ma al tempo stesso dato soddisfazione. Inoltre, la realtà di YouTrend si è ormai strutturata negli anni ed ha intrapreso collaborazioni importanti con associazioni, ambiti istituzionali ed aziende che commissionano lavori ed indagini. Questo ha permesso incremento e perfezionamento professionale per coloro che lavorano con noi, soprattutto in ambito comunicativo e di analisi dei dati.

 

ED È SUBITO 1994: BERLUSCONI SI RIPRENDE LA SCENA POLITICA DEL CENTRO DESTRA

Pubblichiamo di seguito l’articolo di RINA GRASSO, originariamente caricato su Lalanternaweb.it e dedicato al ritorno di Silvio Berlusconi nella scena politica del centrodestra.

“In questi 28 anni abbiamo scritto la storia politica dell’Italia abbiamo reso possibile l’esistenza di un centrodestra di governo, un centrodestra che senza di noi non sarebbe mai esistito, non esisterebbe oggi e non potrebbe esistere neppure per il futuro. Siamo consapevoli che tutto questo è indispensabile e insostituibile per il futuro dell’Italia”. Così Silvio Berlusconi ha aperto il suo intervento alla “due giorni di lavori ed incontri” di Forza Italia, che si è tenuto in presenza dopo la pandemia con una risposta fortissima in termini di partecipazione.

Molti gli argomenti affrontati durante l’intervento del Presidente Berlusconi, dalla nascita del partito a quella del bipolarismo in Italia, ribadendo la centralità del nostro Paese nel mondo. Berlusconi ha rimarcato come la sua politica internazionale sia stata fondamentale “al noto accordo Nato-Russia, di  Pratica di Mare nel 2002”, che cercava di “includere anche la Russia in un nuovo progetto di sicurezza europea raccogliendo consensi anche dagli americani”.  Il Cavaliere si dice fortemente deluso dal comportamento dell’ormai ex amico Putin, confermando la sua posizione europeista e disapprovando l’invasione dell’Ucraina.

Il Grande leader italiano nei suoi quasi 60 minuti di intervento ha ribadito l’unità e la lealtà che lega gli azzurri agli alleati di centro destra rimarcando però una diversità infatti Berlusconi conferma che “Forza Italia è l’alternativa alla sinistra ma anche distinta dalla destra”.

Diversi sono stati gli ospiti, rappresentanti di varie categorie, che sono intervenuti con contributi molto seguiti, in particolare risonante la partecipazione di Bonomi, Presidente di Confindustria, che ha lanciato un appello poiché, dopo i governi Berlusconi, la politica non ha più parlato alle imprese.

E così Berlusconi ribadisce la centralità delle imprese nella visione politica di FI, promuove il Premier Draghi e mette in guardia l’esecutivo sulla questione casa, contestando la riforma del catasto e opponendosi alla prospettiva di nuove tasse ,ribadendo che gli azzurri non permetteranno “mai a nessun governo di mettere le mani nelle tasche degli italiani”.

Ancora una volta il Presidente Berlusconi ha indicato la linea che riporterà il centro destra al governo, e come disse una volta Giulio Andreotti: “So di essere di media statura, ma non vedo giganti intorno a me.”

Il centrodestra è vittima di se stesso, ma potrebbe evitare il naufragio



Il centrodestra attraversa il periodo più complesso dal momento della propria nascita, dato il clima di tensione interno che si registra da mesi e che, complice la disfatta politica nella partita del Quirinale, si è di fatto tramutato in una faida tra i rispettivi partiti e segretari della coalizione. Pertanto, è ad oggi quasi impossibile ipotizzare l’evoluzione dello schieramento in vista delle prossime elezioni politiche nazionali. Siamo consapevoli e certi che la necessità sarebbe quella di intraprendere un percorso unitario, che permetta di non dissolvere la potenziale maggioranza elettorale che sondaggi e clima popolare hanno testimoniato in questi anni.

Qualche idea per un centrodestra in preda agli egoismi

Adesso dovrebbe concentrarsi sulle basi per la ricostruzione di un contesto politico che abbia senso di esistere. Idee e proposte concrete e condivise in campo economico, sociale e istituzionale darebbero una spinta di credibilità a cui è impossibile rinunciare, dato il clima di sfiducia verso la politica presente tra i cittadini italiani. Ad esempio, strutturare un programma condiviso sulla riforma del fisco, sulla necessità di riformare la giustizia e la magistratura in senso ampiamente garantista e sull’urgenza di proporre al popolo una modifica costituzionale di tipo presidenzialista potrebbero rivelarsi un punto di partenza utile. Aspettative che rischiano però nuovamente di essere disattese dalla mera lotta per la leadership di coalizione e per il punto percentuale da guadagnare nel sondaggio di turno, fonte di litigi che si ripercuoteranno anche in vista dei prossimi impegni politici, su tutti le amministrative primaverili e i 6 quesiti referendari sulla giustizia.

L’assenza di lungimiranza

E’ difficile infatti immaginare che la lungimiranza e la possibilità di rinunciare al guadagno odierno per il successo comune di domani sia ritenuta occasione da cogliere per molti esponenti del centrodestra. Egoismo spicciolo che funge da miglior alleato per la controparte di centrosinistra, che pur lacerata e divisa ha dimostrato di saper compattarsi nel momento di necessità politica. Negli scorsi mesi diversi autori e osservatori avevano previsto la possibile implosione della coalizione, proponendo delle alternative basate su idee e visioni politiche che potessero invertire la marcia. Ad esempio Daniele Capezzone nel suo Per una nuova destra. Tutti spunti checome tante altre osservazioni, rischiano di finire centrifugato dall’estenuante quanto inutile guerra dei sondaggi.

Tommaso Alessandro De Filippo

Rischio tecnocratico: guai a pensare che il tecnicismo sia sempre la soluzione

Ripreso da “Il Primato Nazionale”



Rischio tecnocratico, già. A partire dalla crisi governativa del 2011, in cui l’ultimo governo Berlusconi fu deposto a colpi di spread e presunta necessità di attuare delle riforme strutturali per la nostra nazione, abbiamo assistito al fortificarsi dell’ideologia tecnicista.

Il rischio tecnocratico: uno spettro sempre presente

Dunque il rischio tecnocratico si approfondisce nel corso degli anni. Certo, anche nel secolo scorso la politica italiana fece ricorso a delle figure tecniche più che squisitamente politiche per guidare apparati e ministeri di peso, Carlo Azeglio Ciampi su tutte, che cominciò la propria scalata istituzionale senza essere in principio un uomo di partito ma, appunto, un tecnico prestato alla politica.

Tuttavia, da poco più di un decennio quella che era un’opportunità remota e sempre distante dal rivelarsi consuetudine nei palazzi del potere sembrerebbe tramutarsi in una quasi irrinunciabile necessità. Infatti, il richiamo alle figure tecniche, ultima in ordine cronologico quella di Mario Draghi per guidare l’attuale governo, ha superato l’opportunità di sviluppare nuovi accordi politici che partorissero una figura di partito, o di preferire le elezioni anticipate al commissariamento della politica stessa.

Le vicende del Quirinale

Ulteriore esempio calzante è dimostrato anche nella partita del Quirinale, dove l’ipotesi di nominare una figura tecnica al Colle (sia Draghi o chiunque altro) ed indirizzare un ulteriore volto estraneo a partiti e politica per la guida di un nuovo esecutivo non ha sconvolto l’opinione pubblica. Pertanto, l’aver modificato la nostra prospettiva sociale in ambito nazionale come geopolitico, lasciando ampio spazio di manovra alla visione tecnocratica che si presenta come panacea di tutti i mali rischia di trasformare irreversibilmente aspetto e sostanza delle nostre democrazie e del mercato stesso delle nostre nazioni. Rischi ed aspetti di cui si è occupato magistralmente Lorenzo Castellani, autore de L’ingranaggio del potere e Sotto Scacco, appena pubblicato dalla casa editrice Liberilibri. Due volumi dedicati proprio all’esposizione del pericolo tecnocratico, su cui la Cina rischia di ottenere il primato mondiale, che con l’emergenza pandemica ha ottenuto la possibilità di espandersi a macchia d’olio senza che molti di noi se ne siano neanche resi conto.

ON. ANDREA DELMASTRO DELLE VEDOVE: “SERVE SHOCK FISCALE ED UN PATRIOTA AL QUIRINALE”

Abbiamo intervista Andrea Delmastro Delle Vedove, Deputato di Fratelli d’Italia e volto storico del partito, da sempre fedele alla leader Giorgia Meloni. Il futuro del centrodestra, le misure economiche per rilanciare l’Italia e la partita politica del Quirinale sono stati i principali temi affrontati durante il confronto.

Si è da poco conclusa la vostra festa annuale.
Ritiene che Atreju sia diventata occasione di dibattito e confronto per tutte le forze politiche nazionali?

Atreju rappresenta dal suo principio nascita occasione di confronto fra tutti i partiti e le visioni politiche. Possedere una forte identità può essere il mezzo per aprirsi senza timore al dialogo anche con visioni opposte, come avvenuto nuovamente in questa edizione. Sarebbe bello se il numerico delle idee partorite da Atreju (anche quelle a Fratelli d’Italia più distanti) fosse eguagliato all’interno del dibattito sulla legge di bilancio, che si sta rivelando un mero marchettificio deleterio per il paese.

Quali sono le vostre prospettive per la partita politica dell’elezione del Capo dello Stato?

Sono state già indicate da Giorgia Meloni, che ha esposto la necessità di eleggere al Colle un Patriota, che si limiti a rispettare la Costituzione e difenda la nazione dalle ingerenze di Bruxelles sulla nostra sovranità, come accaduto nel 2011 con lo spread, di cui oggi non parla più nessuno. In questo momento per il centrodestra c’è in campo Silvio Berlusconi, che sarebbe la garanzia di poter governare senza ricevere sgambetti da figure istituzionali con sensibilità vicine ad altre fazioni politiche.

Come valuta il prolungamento dello stato d’emergenza da parte dell’esecutivo?

In primis lo ritengo incostituzionale, dato che la legge prevede non più di due anni per questi strumento emergenziale. Con la scadenza al 31 marzo 2022 si saranno superati di due mesi i limiti temporali sanciti legalmente. Inoltre, mi domando come si possa continuare a definire emergenza una situazione che dura da più di due anni. In questo arco temporale sarebbe stato doveroso organizzare al meglio l’uscita dalla problematica sanitaria e la ripresa economica, invece siamo ancora in balia dell’incapacita di ministri come Speranza.

Quali sono le proposte di Fratelli d’Italia per ottenere una piena ripartenza economica nazionale?

Mai più lockdown, chiusure e restrizioni per i tanti cittadini italiani che sono lavoratori in enorme difficoltà. Allo stesso tempo servirebbe un vero shock fiscale, ben diverso dalla magra cifra di 8 miliardi prevista in manovra, che produrrà un misero risparmio medio di 250€ per gli italiani. Inoltre, è drammatico assistere al rifinanziamento del reddito di cittadinanza, un metadone di Stato che produce ulteriore debito pubblico sulle spalle delle future generazioni, in pieno stile Democrazia Cristiana. Altra iniziativa importante sarebbe quella di permettere maggiore crescita per le aziende ed i settori strategici italiani, soprattutto quello della manifattura.

Sareste favorevoli ad un maggiore avvicinamento dei gruppi politici di destra al Parlamento Europeo?

Al Parlamento Europeo Fratelli d’Italia è rappresentante di un gruppo importante e storico come quello dei Conservatori e Riformisti Europei. È con quella identità che vogliamo crescere ed ampliarci, senza barattare con nessuno i nostri valori.

Sarà possibile costruire, da quì alle elezioni, una proposta conservatrice compatta ed in grado di governare?

Giorgia Meloni sta continuando a lavorare per ingrandire e radicare sempre più il centrodestra. Le va riconosciuto il merito di averci provato ed esserci riuscita anche quando gli alleati erano parecchio distanti. Crediamo nella possibilità di costruire un fronte conservatore compatto ed unito, basato sulla coerenza e su proposte concrete per rilanciare valori, progetti ed idee comuni.

ALBERTO CIAPPARONI: STORIA DI UN GIORNALISTA CONTROCORRENTE

Alberto Ciapparoni è tra i giornalisti con la più vasta esperienza e conoscenza dell’ambito politico, maturata nel corso della sua ventennale carriera professionale, incentrata principalmente sulle dinamiche parlamentari. Negli scorsi anni ha pubblicato “A spasso per Montecitorio” in cui racconta aneddoti, esperienze e retroscena interni ai nostri “palazzi del potere”. Ad oggi, è responsabile politico per l’emittente radiofonica RTL. Abbiamo ammirato il coraggio dimostrato nella conferenza stampa del 22 dicembre, in cui ha pungolato il premier Mario Draghi sulle proprie sviste e contraddizioni comunicative, relative nel merito alle dichiarazioni dei mesi scorsi sul Green Pass, tradite dai fatti e dalle recenti decisioni dell’esecutivo. Pertanto, aver dialogato con lui, ascoltandone analisi e prospettive è stata per noi opportunità preziosa e formativa.

La sua domanda rivolta a Mario Draghi, nel corso della conferenza stampa di fine anno, ha suscitato clamore mediatico. Ritiene che il premier abbia commesso degli errori comunicativi nel trattare la tematica del Green Pass ed, in generale, dal suo arrivo a Palazzo Chigi?

Si! Sul piano comunicativo penso siano stati commessi degli errori, perchè ritengo che l’autorevolezza di un capo di governo dipenda anche dalla capacità di riconoscere sviste ed errori, correggendosi in seguito. Pertanto, ammetto che mi sarei aspettato risposta differente dal premier, che è stato elegante nel porsi ma ha commesso un errore comunicativo.

In passato ha pubblicato il libro “A spasso per Montecitorio” dove sono raccolti aneddoti e retroscena della vita politica, frutto della sua esperienza ventennale di giornalista parlamentare. Qual è il ricordo più intenso e piacevole che ha di tale ambiente?

Potrei raccontare tanti episodi riguardanti deputati, colleghi giornalisti, esponenti di partito o addirittura commessi e funzionari parlamentari. Fare una classifica degli episodi è di fatto impossibile, sono insiemi di ricordi e vissuti che formano poi il proprio background professionale.

In che modo è nata la passione che l’ha poi condotta verso l’ambito giornalistico?

Nacque con Montanelli, leggendo i suoi articoli e libri, ricevuti in regalo dai miei genitori. La mia ambizione era di avvicinarmi alla sua caratura sul piano della competenza, anche se ciò è impossibile. Tuttavia, sono riuscito a diventare un giornalista e dunque ritengo che il mio sogno si sia realizzato.

Da navigato giornalista parlamentare, in che modo prospetta l’elezione del Capo dello Stato?

È difficile prevedere l’esito di una partita politicamente così complessa, le brutte figure potrebbero essere dietro l’angolo. Sin dal suo arrivo a Palazzo Chigi ho sempre sostenuto che il vero obiettivo di Mario Draghi fosse quello di farsi eleggere al Quirinale. Resto convinto della papabilità di tale scenario. I toni ed i modi utilizzati nella conferenza stampa di fine anno dimostrano nuovamente come questa sia la sua intenzione.

Che tipo di persona è Alberto Ciapparoni al di fuori dell’ambito lavorativo? Che interessi e passioni cura?

Sono una persona normalissima che ama il calcio e lo sport in generale. Pratico attività sportiva, che rappresenta uno sfogo rispetto agli impegni lavorativi ed alle tante difficoltà quotidiane della vita.

Come prospetta il futuro della coalizione di centrodestra? Riuscirà a mantenere e rafforzare la propria unità politica?

Credo che la coalizione sia giunta ad un momento cruciale, dove ad interpretare un ruolo fondamentale sarà nuovamente Forza Italia. Nonostante Berlusconi venga considerato “immortale” bisogna attendersi che prima o poi la sua parabola politica volga al termine. Pertanto, il futuro del cdx dipenderà dall’evoluzione degli azzurri e dalla capacità di Salvini e Meloni di instaurare un buon rapporto con l’Europa. In tal caso sarà possibile costruire un proficuo progetto futuro, in alternativa si rischia di veder sfumare anche la possibile prospettiva unitaria.

In chiusura, quali sono i suoi progetti per il futuro?

Continuare a svolgere il mio lavoro per lungo tempo, che nonostante le difficoltà resta per me passione e fonte di divertimento.

TRA EMERGENZA SANITARIA E POLITICAMENTE CORRETTO: DIALOGO CON MICHEL DESSÌ

Abbiamo intervistato Michel Dessì, affermato giornalista di Mediaset, impegnato nel racconto del paese sin dal principio dell’emergenza sanitaria. A quasi due anni dall’arrivo in Italia del Coronavirus, afferma di osservare situazioni simili a quelle dell’inizio della pandemia. Gli interi comuni desolati, i cittadini poco informati sulle disposizioni governative ed il clima di ansia sociale che stiamo nuovamente vivendo sono dimostrazione lampante di come la vera ripresa debba ancora cominciare. Pertanto, l’ascolto di analisi, esperienze e prospettive di Dessì rappresenta per noi una preziosa fonte d’informazione.

Sin dal principio dell’emergenza pandemica hai raccontato la situazione del paese reale, attraversando desolazione e difficoltà. Che sensazioni, emozioni e stati d’animo ricordi maggiormente di questo periodo professionale?

È difficile raccontare un momento preciso. Ho vissuto delle sensazioni che erano insieme di paura, ansia ed incertezza. Quel che più mi rattrista è che oggi sembra di essere tornati al punto di partenza, dato che osserviamo nuovamente molte città vuote ed attivita lavorative chiuse. Per raccontare l’emozione più forte di questo percorso menzionerei l’entrata nelle terapie intensive: all’interno di quei luoghi si è materializzato il covid. Mi ha impressionato vedere gente sofferente, con gravi difficoltà respiratorie, che poi purtroppo è morta.

Ritieni che la categoria giornalistica nel suo complesso abbia svolto un buon lavoro comunicativo ed informativo durante l’emergenza?

I giornalisti raccontano quel che avviene nel paese, non è affatto vero che siano dei terroristi. Ad esempio, se il CTS o qualche autorità governativa utilizza messaggi e prende decisioni confusionarie, che vengono poi riportate dai giornalisti, non è certo colpa della categoria il caos in questione. Essa non fa altro che rendere pubblico ciò che viene deciso ed introdotto da altri, raccontando anche le difficoltà di alcuni ambienti nazionali, come quello sanitario.

In che modo e quanto tempo fa hai deciso di intraprendere la carriera da giornalista?

Avevo circa 18 anni e già nell’ambiente scolastico mi appassionai ai progetti giornalistici dell’ambiente, attraverso le consuete riviste liceali. Tuttavia, con gli anni la mia passione si è ampliata ed evoluta, dandomi possibilità di acquisire esperienza lavorativa in redazioni di giornali e studi televisivi locali, fino ad arrivare a Mediaset di cui sono attualmente collaboratore.

Da narratore ed osservatore quotidiano di politica ed istituzioni che considerazioni hai maturato riguardo l’ambiente?

Credo che la politica sia cambiata molto nel corso degli anni. Ad esempio, in occasione dell’ormai consueto dibattito relativo alla partita del Quirinale mi è capitato di intervistare anche esponenti della Prima Repubblica. Ho riscontrato tra essi ed i rappresentanti attuali delle istituzioni una differenza abissale. Molti esponenti odierni sembrano impreparati ed avulsi dal mondo di cui fanno parte, non avendo nulla a che vedere con la vecchia politica. Pertanto, abbiamo assistito alla trasformazione di tali personaggi che da fermi oppositori della casta ne sono entrati pienamente a far parte. Come dimenticare Roberto Fico che il primo giorno da Presidente della Camera arrivò in autobus a Montecitorio, mentre ora è circondato da due auto di scorta, cosa per di più giusta perchè testimonianza dell’istuzione che rappresenta. È quì che si concentra la stortura: c’e un odio anche verso la forma che certi incarichi dovrebbero mostrare, venuto poi meno in maniera ipocrita dinanzi all’opportunità personale.

Come giudichi il politicamente corretto? Credi che sia diventato uno strumento limitativo della libertà d’espressione anche per la vostra professione?

Per me il politamente corretto è letteralmente una puttanata! Non capisco dove sia l’offesa in espressioni ed intercalari che hanno sempre fatto parte delle tradizioni di un territorio. Ritengo che sia ingiusto impedire determinate terminologie, andando di fatto a censurare dei comportamenti che non dovrebbero far risentire nessuno. Io continuo a comportarmi come sempre, non condivido tale condizionamento che è diventato ideologico. Tuttavia, in ambito lavorativo si è costretti a prestare maggiore attenzione per non rischiare delle problematiche, dato che parte del pubblico potrebbe offendersi dinanzi a determinati utilizzi del linguaggio.

Come prospetti il futuro della coalizione di centrodestra? Riuscirà a mantenere e magari ad ampliare la propria unità politica?

Penso che dipenderà tutto dalla partita politica del Quirinale. Il centrodestra ha convenienza ad essere unito anche in futuro per ottenere maggiore peso politico. Per l’elezione del Capo dello Stato servirà trovare compattezza attorno ad un nome, dato che sarà fondamentale non dividere i partiti.

In chiusura, quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Da cristiano, cattolico e praticante non ritengo di poter sapere o programmare pienamente il mio futuro, lo scoprirò vivendo. Nel frattempo mi concentro sul mio lavoro attuale che mi rende felice e che spero di portare avanti con buoni risultati.

SEN. FIAMMETTA MODENA: “CENTRODESTRA VINCENTE SOLO SE UNITO. SUL QUIRINALE POSSIAMO INCIDERE”

Abbiamo intervistato la Sen. Fiammetta Modena, storico membro di Forza Italia, da decenni impegnata nella formazione delle classi giovanili. Pertanto, l’ascolto delle sue analisi e prospettive politiche rappresenta per noi fonte di valore. La partita del Quirinale, il futuro del centrodestra e la necessità di tagliare le tasse sono state le principali tematiche affrontate durante il nostro dialogo con lei.

Ritiene che il prolungamento dello stato d’emergenza fino al 31 marzo sia uno strumento utile per contrastare la problematica sanitaria?

Sì perché allo Stato di emergenza si sono collegate una serie di strutture e procedure, a cominciare da quelle del Commissario Figliuolo. Con le varianti imprevedibili e la necessità dei richiami delle vaccinazioni il prolungamento dello stato di emergenza è inevitabile.

In che modo prospetta la partita politica dell’elezione del Capo dello Stato?

Un banco di prova per le forze politiche, ad iniziare dal Centro destra che ha grandi possibilità di incidere, come mai avvenuto in passato, se rimane unito.

Di che misure economiche e sociali avrebbe bisogno l’Italia, al fine di ottenere una piena ripartenza?

Le misure sono in atto: la manovra economica è espansiva, rivede le aliquote, elimina l’Irap. Grazie al Pnrr abbiamo una serie di Fondi che vanno dal sostegno sociale alla innovazione. Non servono “nuove” misure. Bisogna far funzionare tutto ciò che è già in campo.

Sarebbe favorevole ad una maggiore unità delle tre forze di centrodestra, nell’ottica della creazione futura di un partito unico?

Teoricamente questo è il nostro obiettivo. La stagione passata è stata complessa, sia per il Governo Giallo Verde che per la formazione del Governo Draghi. Il dato di fatto è che il Centro destra vince solo se unito, le elezioni regionali più recenti lo insegnano. Ciò non toglie che sia una coalizione ove il ruolo dell’area moderata, rappresentata da Forza Italia, deve essere centrale e determinate a partire dai contenuti.

In che modo sarebbe per lei possibile avvicinare le nuove generazioni alla politica?

Chi dice che sono distanti? Hanno modelli di partecipazione diversi, non comprensibili per motivi generazionali. Sono attenti, elaborano e costruiscono un futuro. Quindi si occupano di politica.

Quali sono i suoi progetti per il futuro?

Nessuno. Vivo questa esperienza parlamentare intensamente, giorno per giorno.