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OLTRE LE MASCHERE DEL QUOTIDIANO, GIOVANNI BALDUCCI PRESENTA IL SUO LIBRO A FONDI

– Redazione

Domenica 15 maggio alle ore 18:00 all’interno del Castello Caetani a Fondi si terrà la presentazione del libro «La vita quotidiana come gioco di ruolo» di Giovanni Balducci (MIMESIS EDIZIONI). Un testo che riprendendo gli sviluppi della Labeling theory e delle tesi del sociologo Irving Goffman, vuole analizzare i meccanismi delle realtà sociale occupandosi principalmente dell’Io umano immerso nella vita di tutti i giorni e colto nella sua duplice opera di co-creatore di sé stesso e della realtà sociale circostante, intrappolato nella “metafora teatrale” che fa di lui un attore sulla scena delle finzioni sociali, ma allo stesso tempo un personaggio di tale messa in scena, partecipando ad una mascherata volontaria o involontaria di pirandelliana memoria, in cui l’esistenza della persona si tramuta in un gioco di ruolo, in cui si è l’avatar e il giocatore della storia. L’evento organizzato da “La cinearte produzioni” sarà svolto in collaborazione con l’accademia Internazionale Maurizia, l’associazione culturale Musicinecultura, l’associazione fotografichementi e casa della cultura, l’evento è patrocinato dal Comune di Fondi, media partner Radio Antenna Musica. Durante l’evento, moderato da Francesco Subiaco ( La civiltà delle macchine, Dissipatio) interverranno l’autore Giovanni Balducci e l’analista de Il giornale off e Il borghese Francesco Latilla.

L’individuo in società: viaggio in un quotidiano «gioco di ruolo»


Tommaso Alessandro De Filippo
17/10/2021 – Il Primato Nazionale


Roma, 17 ott – E’ stato di recente pubblicato il saggio La vita quotidiana come “gioco di ruolo”. Dal concetto di face in Goffman alla Labeling Theory della scuola di Chigago, esordio letterario di Giovanni Balducci (Mimesis, 120pp, 10€). Soggetto del piccolo manoscritto è l’io umano nella vita sociale quotidiana, circondato dal resto della scena che gli impone un “gioco di ruolo”.

Il «gioco di ruolo» nella doppia natura di attore e personaggio

Il singolo individuo si ritrova per paradosso obbligato a svolgere comportamenti che favoriscano il proprio interesse, dovendo contrastare un mondo di cui, nella narrazione testuale, è presentato come co-creatore. Ad essere adoperato è dunque il modello teatrale del sociologo canadese Erving Goffman che immaginò per l’individuo il doppio ruolo, all’apparenza contradditorio, di attore e personaggio.

Oltre ad apprezzare l’idea sviluppata nella stesura del libro, possiamo provare ad immaginarne nel nostro mondo una metaforica esistenza. Si è spesso dibattuto sulla possibilità di evidenziare il ruolo del singolo nell’agorà sociale come quello di un protagonista su più fronti. Ad esempio, nel corso dell’emergenza pandemica il nostro io “spettatore” di una problematica comune si è anche reso “attore” principale della situazione. La comprensione del modificarsi dell’ambiente sociale ha permesso un netto stravolgimento delle abitudini quotidiane, in particolar modo di quelle che davamo per assodate. E’ preferibile non introdurre un dibattito sulla reale efficacia di questi stravolgimenti, piuttosto analizzarne l’avvenimento fattuale.

Acquisisce pertanto importanza la creazione di un collegamento diretto che leghi le conseguenze delle nostre iniziative ad una “trama” proprio da noi inconsciamente creata. Pur essendo vittime dell’imprevisto pandemico, abbiamo osservato e compreso una correlazione che si aggancia al doppio ruolo che l’autore esprime nel testo. Siamo convinti questa possa essere e dimostrarsi una valutazione su cui dibattere ed aprire confronti, creandone ampliamento che favorisca l’avvento di un ulteriore gioco di ruolo.

Tommaso Alessandro De Filippo