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Intervista a Marcello Sorgi

MARCELLO SORGI: “ATTUARE BENE IL PNRR È FONDAMENTALE. ALL’INFORMAZIONE ITALIANA SERVIRÀ UNA SVOLTA”

Marcello Sorgi è una delle firme pregevoli del giornalismo italiano, dotata di splendida e chiara capacità analitica, unita a competenza culturale. Abbiamo conversato con lui, al fine di scoprirne valutazioni e prospettive sul futuro dell’informazione italiana e della nostra società. Riteniamo doveroso consigliarne il testo “Presunto Colpevole” incentrato sulla figura di Bettino Craxi. Un viaggio nelle debolezze e nei trascorsi umani dell’ex premier, con particolare attenzione al suo ultimo periodo di vita. Opera letteraria che andrebbe letta ed apprezzata soprattutto da coloro che si riconoscano nei valori del garantismo.

Dott. Sorgi, può esprimerci una sua considerazione riguardante il lavoro svolto dalla classe giornalistica italiana durante l’emergenza pandemica?

Penso sia una domanda generica, dato che ritengo non esista una vera e propria classe giornalistica. Tuttavia, il lavoro dei giornalisti è valutabile attraverso molteplici sfaccettature: alcuni giornali, Tv e Radio hanno lavorato certamente bene durante l’emergenza, considerando che eravamo dinanzi ad un fenomeno totalmente imprevisto e in qualche modo ignoto. Inoltre, in molti sono stati accusati di aver creato dei “mostri” con l’accentramento mediatico di virologi e scienziati. Non si considera però che ogni giornalista, dinanzi ad una tematica sconosciuta o quasi, cerca di rivolgersi ad un esperto del settore, per ottenere chiarimento e approfondimenti..

Ritiene che l’estensione del Green Pass e l’eventuale introduzione dell’obbligo vaccinale potrebbero rivelarsi delle soluzioni efficaci al contrasto della pandemia?

Trovo l’introduzione dell’obbligo vaccinale complessa da ottenere, dato che l’esecutivo non possiede su tale tematica una sicura  maggioranza parlamentare. Tuttavia, il governo ha il problema di convincere una parte di coloro che non si sono vaccinati a farlo. È necessario dire che i non immunizzati non sono tutti no- vax. Alcuni di essi hanno rifiutato il siero per distrazione, dubbio o perché preferiscono attendere. Pertanto, il Green Pass rappresenta uno strumento di convincimento, dato che l’impedimento di vita sociale e lavorativa prima o poi  spingerà a sottoporsi alla vaccinazione.

Di che misure sociali ed economiche avrebbe bisogno l’Italia per ripartire?

L’Italia è già ripartita, dato che abbiamo una ripresa economica attorno al 6%. Tuttavia, è necessario ottenere una buona attuazione del Recovery Plan, attraverso i progetti di modernizzazione in esso contenuti. Infrastrutture, sistema sanitario, digitalizzazione e trasformazione ecologica ne sono certamente le priorità. Alla base di tutto ciò c’è però una problematica che non bisogna nascondere, quella della fine dell’epoca dei sussidi e dei soldi dati a fondo perduto. Bisogna tornare ad una politica economica allo stesso tempo rigorosa ed impegnata, pur consapevoli che questo comporterà delle resistenze, dato che la gente si era ormai abituata a ricevere aiuti a piè di lista.

Che tipo di futuro auspica per l’informazione italiana?

L’informazione nostrana soffre da anni della crisi della carta stampata, dei quotidiani e della televisione e della contrazione del numero dei lettori e spettatori e del mercato pubblicitario. Serve una svolta decisa, che favorisca un netto miglioramento della qualità dell’informazione stessa, soprattutto su internet, dove appunto gli utenti faticano ancora a distinguere tra l’informazione seria, professionale e le fake-news. Al momento una parte della gente non distingue abbastanza tra le due cose, ed  è un peccato perché c’è una grossa differenza tra una qualità che rispetti dei canoni di professionalità e la diffusione di notizie false. Quando parliamo dei no-vax, ad esempio, molti di loro sono vittime di campagne di disinformazione che creano pregiudizi e condizionano pezzi di opinione pubblica. Una  trasformazione del genere richiederà uno sforzo notevole, anni di lavoro ed impegno,  piani di ristrutturazione in cui non sarebbe sbagliato intervenisse lo Stato per favorire la trasformazione delle aziende editoriali.

In chiusura, quali sono i suoi futuri progetti lavorativi, in ambito giornalistico e letterario?

In ambito giornalistico continuerò a scrivere sul quotidiano La Stampa, oltre a collaborare con la Televisione pubblica e quella privata. Sul piano editoriale sto lavorando ad un nuovo libro, ma dato che non si tratta ancora di un progetto ben definito preferisco non aggiungere altri dettagli