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Intervista Dott. Giulio Tarro

DOTT. GIULIO TARRO: “SULLA VACCINAZIONE OSSERVIAMO GLI INGLESI. ANZIANI E FRAGILI IMMUNIZZATI DA TEMPO. L’OBBLIGO GENERALE NON HA SENSO”

Abbiamo intervistato il Dott. Giulio Tarro, medico italiano di lungo corso che, con le sue prospettive ed analisi riguardanti la sanità italiana e gli accadimenti dell’emergenza pandemica, potrà essere per noi fonte di arricchimento culturale. Infatti, le sue considerazioni in ambito sanitario possono offrire una chiave di lettura importante per comprendere il futuro della lotta al Coronavirus.

Dott. Tarro, può esprimerci una sua considerazione sul lavoro comunicativo svolto dalla classe medica e da quella giornalistica nel corso dell’emergenza pandemica? Quali sono stati i principali errori?

Nel corso dell’emergenza pandemica sul COVID-19 la categoria giornalistica si è dimostrata nel marzo 2020 completamente in assenza di etica prendendo letteralmente 2000 euro per paziente diagnosticato, come comunicato ufficialmente dal Dr. Bertolaso. Purtroppo la classe medica è stata presa dall’inizio dell’emergenza con le cifre riportate prima e pertanto si è limitata a suggerire l’attesa con tachipirina nei riguardi del paziente, dimenticando l’approccio della cura domiciliare immediata che è riportata nell’allegato seguente (dell’epidemia italiana suggeramo come profilassi vitamina C e D, lattoferrina, e nel caso di contatto con paziente positivo, anche il plaquenil. Per la terapia iniziale dei soggetti suggeriamo lo stesso plaquenil a dosi maggiorate con l’associazione di azitromicina. In base anche alla possibile criticità dell’andamento febbrile, suggeriamo la prescrizione di cortisone ed eparina. Infine senza necessariamente aspettare una fase critica suggeriamo la sieroterapia)

Che dimostrazione ha dato la nostra sanità durante l’emergenza pandemica?

Il prospetto della Sanità è stato soltanto politico, fallendo nel primo lockdown di marzo 2020 in Lombardia e nelle 14 province allineate in rosso con una letalità (mortalità dei contagiati) 20 a 1 rispetto alla Germania, ma anche venendo meno nella seconda ondata dell’autunno 2020 con una percentuale di letalità tra il 3,5 e il 3,9%, a paragone di altre nazioni in cui tale percentuale è stata sempre al di sotto dello 0,5% dei positivi.

In che modo valuta l’estensione del Green Pass e l’eventuale introduzione dell’obbligo vaccinale per questo siero?

L’obbligo vaccinale non ha senso se paragonato all’impegno dimostrato in Inghilterra dove sono stati favoriti dall’8 dicembre 2020 gli anziani sopra gli 80anni e i cosiddetti soggetti “fragili” con enorme successo della popolazione vaccinata non soltanto con i nuovi vaccini a RNA messaggero, ma anche con i vaccini vettori con adenovirus tipo AstraZeneca che è l’unica multinazionale ad avere pubblicato i dati clinici di fase tre su una rivista scientifica come Lancet, con i primi 20 milioni di persone vaccinate, 502 morti, 87387 le reazioni avverse e 43 ciechi senza differenza tra vaccini Pfizer ed AstraZeneca. L’ulteriore vaccinazione inglese come quella iniziata e portata avanti dal nuovo presidente USA è stata tale da limitare gli effetti collaterali e completare già per il 4 luglio 2021, festa dell’indipendenza, la maggior parte dei soggetti programmati. Sappiamo che il COVID-19 ed il vaccino specifico a RNA possono alterare il DNA cellulare come riportato nel bugiardino. Infatti le sequenze virali integrate del genoma mediante una trascrittasi inversa delle cellule, anche di HIV, possono essere integrate nel genoma cellulare e la loro espressione è stata indotta con una infezione da COVID-19 nelle culture cellulari suggerendo un meccanismo molecolare per una retro integrazione di COVID-19 nei pazienti. (Zhang L, Alexsia R, Khalil A et al 2020. SARS-CoV-2 RNA reverse-transcribed and integrated into the human genome. BioRxiv).

Qual è il ricordo e l’esperienza più emozionante che custodisce da quando esercita la professione medica?

Il mio curriculum vitae da studente e giovane laureato, che mi ha permesso di andare a studiare virologia direttamente dal professore Albert Sabin che aveva appena risolto il problema della poliomielite con il suo vaccino orale e si accingeva a studiare il rapporto di virus oncogeni per l’uomo.