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FI: Rina Grasso nuova vice-coordinatrice di Giovani Roma Capitale

Roma, 29 apr – (Nova) – Ieri nel corso del Direttivo Capitolino di Forza Italia Giovani e’ stata annunciata la nomina di Rina Grasso quale nuova vice coordinatrice di Roma. Una nomina che si inserisce in un complessivo riassetto del movimento volto ad affrontare al meglio le prossime sfide. Cosi’ una nota stampa del Coordinamento Capitolino di Forza Italia Giovani. “Ringrazio il Coordinatore Regionale Simone Leoni e il Coordinatore Capitolino Riccardo Serino per l’incarico che hanno deciso di affidarmi – dichiara Grasso – dimostrandomi una fiducia che ripaghero’ con impegno e dedizione verso il nostro movimento giovanile”. (Com) NNNN

IL NATALE D’EUROPA 

A cura di Edoardo Baccarini (Forza Italia Giovani) 

La macchina europea ha partorito un’altra insensata, folle, inutile, ridicola, grottesca, stupida, sciocca, vergognosa battaglia. Che poi, perché chiamarla battaglia? Meglio dire boutade, stronzata involontaria, brutta uscita, figuraccia, insomma, tutto questo per dire che a Bruxelles l’hanno fatta davvero grossa. Quando si tratta di spropositi, di narrazioni straordinarie, l’Europa c’entra sempre, e ciò già a partire dalla mitologia greca, quando fanciulla, prima  ammirata e sedotta da Zeus con sembianze di toro, fu poi violentata dallo stesso con l’aspetto di un’aquila. Quanto è passato dal “tempo de li dei falsi e bugiardi”!, eppure c’è chi Europa non smette mai di violentarla, neppure per un secondo. E, badate, queste sevizie, reiterate e spregevoli, non trovano più uomini, donne decisi a combatterle, ma tiepidi adulatori del pensiero unico, veloce, laico e del “meglio farmi i fatti miei”, che non sanno nemmeno cosa indossare la mattina. Il conformismo: la nuova ignavia; la banalità del pensiero: la nuova facondia… tutto spregevolmente si propaga e si dilata nel continente grazie alla lingua, alla parola, intese come strumento tecnico, astratto, insensibile. D’altronde, è bene ricordarlo, c’è chi con la lingua ha giustificato i gulag, c’è chi con la parola ha convinto una nazione che la stella di David fosse un bersaglio. E tutto alla luce del sole, con il plauso di uomini e donne europei, uomini e donne civili e civilizzati, che portano bombe e carri armati per insegnare la democrazia agli altri, quando loro stessi non sono affatto democratici, ma nazisti, comunisti, fascisti, intolleranti, persecutori, iracondi ecc… alla penombra di questo imbarazzo, d’accordo con la storia burocratica degli ultimi anni, dopo le battaglie al Crocifisso ed all’identità Cristiana della maggioranza dei Paesi che siedono nel suo Parlamento, l’Europa chiede di cancellare i nomi cristiani dei bambini, di trovarne altri, magari da altre realtà del mondo. La tecnocrazia europea ci chiede di eradicare le tradizioni, di uccidere l’arte, la cultura e la storia in nome di un più ampio spirito di accoglienza inoltrato via fax, ignorando totalmente (come tutti quelli che portano avanti le idiozie) che la Chiesa Cattolica ed il Natale del nostro Salvatore Gesù Cristo sono il fondamento primario di quel valore così tanto bistrattato e atteso. L’Europa si occupi dei veri problemi che la affliggono, tra cui la sua incapacità di fare la differenza, la mancanza di un esercito e di una coesione politica sincera tra le nazioni che ne fanno parte. Lasci perdere la religione, che forse, al contrario di quel che fa, dovrebbe salvaguardare come bene più prezioso, preziosissimo, poiché è l’unico vero collante ideologico che ne alimenta l’esistenza. Cara Ursula, noi festeggeremo il Santo Natale, come gli Spagnoli, i Tedeschi, i Portoghesi, i Croati, i Francesi e tutti quelli che amano pensare che il mondo abbia bisogno di quelle festività per rigenerarsi ogni anno. Continueremo a scegliere nomi cristiani, perché hanno un valore profondo e testimoniano un passato di cui essere orgogliosi. A te lasciamo gli auguri più sinceri di buone vacanze, con la speranza però che nei giorni del 24, 25, 26 dicembre, non avendo tu nulla da festeggiare, con coerenza ti recherai in ufficio e mostrerai ai tuoi colleghi europei che, se non si crede, anche le vacanze non hanno senso di esistere.