LA SORPRESA DELLA GIOIA

– Francesco Subiaco

La fede non è conformismo, convenienza, consuetudine. La fede è o almeno dovrebbe essere una scelta, una rivelazione. È essere testimoni di un mondo, di una concezione dello spirito, farsi milizia di un destino comune, riconoscendo sé stessi oltre le maschere delle illusioni, credere in una legge, mentre fuori intorno a noi tutte le regole, i simboli ed i significati si svuotano, si eclissano. Tramontano i miti, i sogni degli uomini ed intorno a loro sorgono soltanto simulacri e idoli. Ma come diceva Gomez Davila non c’è peggior sacrilegio nel venerare dei che non si credono veri, non c’è peggiore blasfemia del nominare il sacro come fosse una convenzione banale, come fosse una abitudine. Svuotandone e perdendo per sempre il mistero, partecipando al rito, ignorandone il mito che esso stesso rappresenta. È fare della religione un culto delle ceneri, del clericalismo, mentre dietro ad essa c’è un segreto, una inquietudine, una disfatta conoscitiva che porta il lettore a sintonizzarsi con la coscienza del mondo. A riscoprire il divino dietro la poesia di usi e riti che è la liturgia. In questi tempi di prostituzione intellettuale la riscoperta della dimensione spirituale è in realtà una conversione, una iniziazione. E come tale va riscoperta, alla maniera di Clive Staples Lewis che nel suo “Sorpreso dalla gioia. I miei prima anni di vita”(JACA BOOK). Lewis non è solo il grande autore delle Cronache di Narnia, è stato uno dei maggiori teologhi britannici del novecento, un filosofo straordinario e raffinatissimo che aveva capito che la vera potenza del pensiero è quella di incarnarsi in simbolo e mito, ovvero una forma misteriosa del destino umano. Che nei suoi romanzi aveva avviato una mitizzazione della narrativa anglosassone che ripartendo dalla fiaba restituiva una grazia ed una potenza espressiva alla fede ed alla filosofia, unita alla semplicità ed alla chiarezza che non possono ridurre Lewis ad autore di genere ad uno dei tanti autori fantasy. Ma le idee, le ombre degli eterni che si nascondevano negli armadi incantati, nei palazzi ibernati delle Cronache non sono state espresse solo tramite la narrativa, ma anche grazie ad una immensa produzione saggistica teologica e filosofica. Una produzione di cui Sorpreso dalla gioia è forse uno dei testi più straordinari e toccanti. L’itinerario di un uomo verso la fede dopo l’ateismo. Un viaggio spirituale in cui l’autore ripercorrendo la sua vita mostra come dietro ad ogni “immaginazione, fantasia ci sia il riflesso di una verità divina. Un testo straordinario dall’infanzia alla conversione, un viaggio rigeneratore nella gioia, nel mito. Riscoprendo la grandezza della mitizzazione del cristianesimo e il fascino della sua profondità, nell’epica, nell’arte sacra, nella fiaba. Un testo che può ricordarci quanto sia importante leggere le fiabe, i miti, le agiografie, ovvero la celestiale bellezza del mondo rappresentata tramite le aporie dell’eterno.

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