Sull’elezione del capo dello Stato pesa il parere dell’Unione europea

Ripreso da “Il Primato Nazionale”



Siamo in prossimità dell’elezione del nuovo capo dello Stato, dato che tra poche settimane le Camere saranno chiamate a eleggere il nuovo inquilino del Quirinale. Partita politica che ha di fatto marginalizzato qualsiasi altro dibattito partitico e istituzionale, richiamando su di essa la quasi totalità dell’attenzione mediatica. Pur non ritenendoci soddisfatti dell’indifferenza che si osserva verso le altre innumerevoli problematiche popolari, comprendiamo che l’evento abbia esponenziale importanza per forze politiche e figure papabili per la scalata al Colle. Tuttavia, quel che appare meno valutato da osservatori e analisti è il peso ricoperto dall’Unione europea all’interno dell’appuntamento istituzionale.

Nuovo capo dello Stato, occhio ai “suggerimenti” dell’Unione europea

Infatti, le considerazioni e gli auspici della Ue potrebbero rivelarsi decisivi per delineare la figura del nuovo capo dello Stato. Abbiamo assistito nel corso dell’ultimo decennio a dei “favoritismi” provenienti dal Quirinale nei riguardi di Bruxelles, superiori alle mielose dichiarazioni ascoltate durante le interviste. Ad esempio, è risaputo dell’importante ruolo ricoperto da Giorgio Napolitano nella crisi dell’ultimo governo guidato da Silvio Berlusconi, un sopruso a firma Ue avallato dal presidente della Repubblica. Senza dubbio anche Sergio Mattarella ha dimostrato particolare sensibilità verso le pretese di alcune cancellerie europee, in particolar modo in occasione del rifiuto della nomina di Paolo Savona al dicastero dell’Economia.

Eventi passati che non vanno però cancellati dalla nostra memoria, piuttosto da ricordare quando osserviamo l’attuale dibattito politico. Il parere della Ue sulle figure incaricate per importanti ruoli istituzionali italiani, rappresenta insomma un vero e proprio giudizio. Pertanto, ignorarne le considerazioni appare essere sempre più complesso, dati i vincoli su Mes e Recovery Plan in cui con eccessiva leggerezza l’Italia continua ad inserirsi. Ulteriore motivazione per cui attendersi stravolgimenti e colpi di scena nelle prossime settimane, quando da Bruxelles giungeranno richieste di garanzie e “suggerimenti” sul nome da partorire nelle nostre aule parlamentari.

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