Esiste davvero il “Grande centro” di cui tanto si parla?


Tommaso Alessandro De Filippo
11/12/2021 – Il Primato Nazionale


Roma, 11 dic – Novità politica principale delle ultime settimane è rappresentata dalla possibile nascita di un nuovo partito centrista, già ribattezzato “Grande centro”. Un’unione di piccole forze e singoli esponenti che andrebbero a formare un contenitore politico che, stando agli annunci, si candiderebbe alle prossime elezioni. Principali figure facenti parte dell’assembramento sarebbero Matteo Renzi e Giovanni Toti, che fino ad oggi hanno ricoperto incarichi in schieramenti opposti.

A differenza di altri osservatori non crediamo nelle ragioni di nascita del contesto annunciate pubblicamente. Semmai, sembra più una mossa del centrodestra volta ad inglobare le micro forze non facenti parte dell’area liberal-progressista, ad oggi presenti in questo fantomatico “Grande centro”.

Grande centro: una mossa del centrodestra verso il bipolarismo?

A motivare l’osservazione è l’esigua (quasi inesistente) porzione elettorale di cui questa nuova alleanza potrebbe fregiarsi. Lo stesso Matteo Renzi, nel corso dell’ultima Leopolda, ha ironicamente dichiarato che il nuovo schieramento produrrebbe di fatto più sigle che elettori. Inoltre, con il taglio di deputati e senatori in vigore dalla prossima legislatura lo spazio parlamentare andrà a ridursi ulteriormente, tagliando le speranze di numerosi esponenti di lista.Una serie di complicazioni che si aggiunge alle maggioranze di centrodestra che permettono ad esponenti del progetto come Giovanni Toti e Luigi Brugnaro di governare rispettivamente la Regione Liguria e la città di Venezia.

Anche in ragione di ciò, appare complesso immaginare che entrambi si distacchino dallo schieramento che li tiene in vita per costruire alleanze incerte. Non a caso Carlo Calenda, di cui abbiamo trattato le difficoltà ad aderire ad uno schieramento conservatore, ha preso le distanze dal contesto. Possiamo giudicare il nuovo progetto politico come un modernizzato ritorno della “balena bianca” con cui la Democrazia Cristiana abituò gli italiani. Una mossa con cui il centrodestra prova ad aggregare chiunque sia distante, per ragioni ideologiche o pratiche, da PD e M5S. Scelta che delineerebbe ancora di più uno scenario di tipo bipolarista.

Tommaso Alessandro De Filippo

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