Garanti del liberticidio: così alcuni media “a destra” fanno da grancassa al green pass


Tommaso Alessandro De Filippo
24/10/2021 – Il Primato Nazionale


Roma, 24 ott — Si è spesso dibattuto sull’importanza dei mass-media e sulla loro capacità di coinvolgere il proprio pubblico per instradarlo vero la condivisione di determinate visioni. Più volte abbiamo affrontato il tema su queste colonne, consapevoli che un indirizzo mediatico possa ritenersi efficace se avallato da un fronte comune, figlio di visioni simili. Soprattutto nell’epoca pandemica si è ottenuta ulteriore dimostrazione di quanto appena espresso, dato che la strategia mediatica del governo precedente e dell’attuale è servita alle strategie di condizionamento. Da qui sorge la denuncia delle divisioni che, anche in ambito editoriale e giornalistico, contornano la sfera ideologica della “destra” genericamente intesa. Comportando spesso e volentieri smarrimento e perplessità tra i lettori.

I media conservatori esteri contro il green pass

In primis, possiamo osservare la linea di quasi tutti i quotidiani globali del mondo conservatore, indipendentemente dalle sensibilità interne ad essi, sulle modalità di approccio e lotta alla pandemia. Il Wall Street Journal, il Telegraph e il Times, ad esempio, hanno sin dal principio invitato ad aderire alla campagna vaccinale. Restando però, allo stesso tempo, assolutamente contrari a restrizioni e strumenti come il green pass e l’obbligo vaccinale. Un approccio crediamo efficace ed invero anche condivisibile e che permette di tutelare salute e libertà personali.

In Italia, invece…

Un approccio, quest’ultimo, che non ha invece trovato particolari sponde in Italia. Con la più che lodevole eccezione de La Verità, Il Giornale e Libero hanno incomprensibilmente scelto di ergersi quali garanti del green pass obbligatorio e dei lockdown. Linee editoriali che sono state punite in edicola, dove si è assistito ad un ulteriore calo di lettori. Anche in ragione di ciò, appare utile ribadire che un vero fronte incentrato sulla libera scelta dei cittadini dovrebbe essere quanto più ampio possibile. Sfruttando l’occasione per rilanciare l’ennesimo appello volto al ritrovo di unità e compattezza che possa costruire una seria alternativa — anche in chiave editoriale — al pensiero unico.

Tommaso Alessandro De Filippo

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