Recensione: Adolfo prima di Hitler

Recensione a cura di MARCO SPINA

“ADOLF PRIMA DI HITLER”, LA STORIA IMPOSSIBILE DI UN AMORE A META’

In una sala traboccante di attenzione prima e di entusiasmo poi, è andato in scena “Adolf prima di Hitler”, scritto da Antonio Mocciola per la regia di Diego Sommaripa, e prodotto da Gabbianella Club e Resistenza Teatro. In uno dei “templi sacri” del teatro napoletano, rivive la misera stanza in cui il giovanissimo futuro criminale convisse con l’amico August Kubizek, destinato a diventare un apprezzato musicista. Su di loro vegliava (o meglio incombeva) la signora Zakreys, terrorizzata più da derive omosessuali tra i due ragazzi che dalla presenza degli ebrei nel proprio condominio. Vincenzo Coppola, nel ruolo del titolo, restituisce umanità, ma anche sinistre psicosi, al suo Adolf, studente frustrato e fresco orfano, mentre Francesco Barra gli tiene testa opponendo la forza dell’amore, e poco altro. Non sufficiente a cambiare il corso degli eventi. Brilla Gabriella Cerino, che con misurata eleganza sorveglia la casa, e la scena. Tra le belle scene di Gennaro Olivieri e gli eleganti costumi di Dora Occupato, si staglia solenne la musica creata per l’occasione dal maestro Gianluigi Capasso, ora delicata, ora inquietante, sempre poetica. Il testo di Mocciola ha voce potente e intuizioni geniali, cui la regia di Sommaripa dona ancora più forza con scelte funzionali e tutt’altro che scontate. E dei giovani attori in scena si sentirà parlare, così come di questo spettacolo che farà rumore, accompagnato da un full di sold-out che non possono che essere di ottimo augurio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...