NICK “LACK” LAND, O DELL’INSONNIA DELLA RAGIONE 2.0

Recensione di Francesco Subiaco


L’accelerazionismo è la visione per cui per superare le contraddizioni della società capitalista non servono né riforme, né rivoluzioni, ma occorre accelerarne gli eccessi fino ad un punto di collasso definitivo. Una visione per cui da tale collasso si apre un bivio in cui si dividono gli accellerazionisti: a sinistra quelli per l’instaurazione di una società di stampo neocomunista, a destra per il superamento del regime democratico-globalista, per un capitalismo autoritario e tecnocratico. Della visione di sinistra il massimo esponente fu Mark Fisher con “Realismo Capitalista”, di quella di destra è invece Nick Land con il suo “Illuminismo Oscuro”. Land può essere definito l’anima nera della globalizzazione, che con il suo Dark Enlightment sta portando avanti la “riforma protestante del capitalismo”. Una riforma cupa, scorretta, neoreazionaria. Fondendo Alt Right e accellerazionisti, libertarianismo ed esoterismo cyber punk. Auspicando una società allucinata e conturbante fatta di tecnomonarchie aziendali, superamento dell’umano grazie all’IA, di rivolta dei redneck contro l’establishment. Di tale società “Illuminismo Oscuro”,(GOG EDIZIONI) è il vangelo. Proponendo un illuminismo antidemocratico, autoritario ed ultracapitalista, che si differenzia da quello progressista perché dove i primi vedono “ideali politici” i secondi vedono solo “appetiti”. La visione di Land si fonda infatti sul superamento della democrazia, come mezzo incapace di sostenere lo sviluppo tecnico, frenato dagli interessi dei gruppi sociali, preferendo ad essi l’uso di governi azienda in cui i cittadini sono classificabili solo come azionisti. Tramite un monocamenìralismo sul modello prussiano, con aristocrazie di ingegneri -governanti e re manager che inseguono e aspettano il Mondo Nuovo, degno degli incubi di Huxley. Un mondo contro cui resistere non serve a niente, soprattutto non serve una resistenza in nome dell’umanità, che sarà presto obsoleta grazie alla tecnica e al mercato. Una visione che fonde il capitalismo della sorveglianza made in California, i programmi più avanguardisti dei centri studi di Pechino, i deliri della Alt Right, che per inciso ha guardato a Land come un profeta. Contro il politicamente corretto che, secondo Land, sta creando un Frankestein etnico insostenibile e caotico, a cui preferisce un mondo di uomini lupi che si scontrano per trapassare
come specie verso la singolarità. Un testo che sembra un subconscio collettivo, ricco di un razzismo
disturbante, contro l’informazione progressista, contro La Cattedrale dei liberal. Una visione controversa che però riesce a diagnosticare la deriva della open society che si apre così tanto da degenerare in un totalitarismo soft, passando dalla pulizia etnica a quella etica, dagli psicoreati orwelliani ai reati d’opinione. Un testo discutibile e controverso, miope sul fatto che il capitalismo è la matrice del globalismo, che il caos sociale non viene dalla poca lotta sociale, ma dalla troppa. Che la nostra società non sta tradendo il sogno capitalista e consumista, ma lo sta avverando, che nel multiculturalismo il problema non sono le etnie, ma la struttura del villaggio globale. Un libro sicuramente con non si può essere d’accordo, ma che si sta realizzando. Diventando il mantra dei magnati della Silicone Valley, dei gerarchi del partito comunista cinese, degli attentatori suprematisti bianchi. Che sarebbe meglio conoscere ed affrontare, prima che diventi il nostro presente. Perché se Nick Land è il Nietzsche dell’accelerazione, Illuminismo Oscuro è il suo Zarathustra.

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