Il modello “Anglosfera” – dialogo sui valori della democrazia

Come Generazione Liberale riteniamo i valori sociali e politici
dell’anglosfera il modello da seguire, il vero esempio di
democrazia che potrà mantenersi forte ed assodato nel corso dei
secoli. Infatti, una società basata sul rispetto e sulla libertà
dell’individuo pone di fatto le migliori premesse per la ribellione
ad ogni tipo di totalitarismo, che può nascere e strutturarsi
solamente attraverso logiche collettiviste della società. Pertanto,
abbiamo avuto il piacere di conservare con dei giovani esperti
dell’ambito anglo-americano, che si occupano di seminare idee
liberalconservatrici sulle piattaforme online. Ad oggi, curano la
pagina Instagram “Conservatives Friends” ed hanno in cantiere
l’allargamento della propria struttura, con cui saremmo ben felici
di collaborare in futuro.

Come nasce ed in che modo si struttura il vostro contesto?
Abbiamo aperto questa pagina ormai da un anno e il suo intento
primordiale era quello di trattare di politica senza però parlarne
direttamente. Infatti la nostra idea iniziale era quella di postare
delle foto che ritraessero i più grandi leader conservatori di
stampo atlantista che hanno fatto la storia come Ronald Reagan,
Margaret Thatcher, Winston Churchill, George H. W. Bush ma
anche molti altri meno noti in Italia come Macmillan, Eden,
Coolidge, Eisenhower. Tutto questo per far incuriosire i nostri
followers e spingerli ad informarsi sulle loro vite, scelte, storie e
ideali.
Quali sono i vostri riferimenti ideologici nel campo del
conservatorismo?

Il nostro conservatorismo si ispira ai valori della Reagan
Revolution e del Thatcherismo, due scuole di pensiero così simili
ma anche così diverse che hanno in comune la rinascita
economica e culturale dell’Occidente. In campo economico
sposiamo l’idea di un free-market con tasse basse, bassa
inflazione e deregulation, perché l’uomo non è libero senza
libertà economica. Questa è la ricetta per avere uno Stato e una
società sana, che permette ad ogni persona, di qualunque ceto
sociale, di poter aspirare ad un futuro migliore per lei e per la sua
famiglia. Più piccolo è il Governo e più grandi sono i Cittadini. Una
comunità composta da individui e famiglie sa prendersi cura di sé
stessa, soprattutto nel momento del bisogno, senza uno Stato
paternalista che guidi le loro vite come un avido patrigno. La
libertà è fondamentale, ma la libertà annullerebbe sé stessa se
non fosse contenuta in una cornice morale e legale che detti
alcune semplici regole per disciplinarla e farla prosperare. Infine i
due più grandi riferimenti ideologici sono l’Ottimismo Reaganiano
e la Perseveranza Thatcheriana, che ci fanno sperare in un mondo
migliore per cui vale la pena battersi.
Sarà possibile introdurre nella società italiana i valori cari al
popolo dell’anglosfera?
Noi non crediamo che la società italiana possa mai comprendere
e aderire ai principi del conservatorismo di stampo anglosassone,
proprio per una ragione di tipo culturale e antropologica. Come
diceva anche Gustave Le Bon, antropologo francese, alla fine
dell’Ottocento e all’inizi del Novecento, quando le democrazie
moderne si stavano consolidando, nel mondo dell’anglosfera il
sentimento di democrazia si esprimeva attraverso lo sviluppo
della volontà individuale e della limitazione dei poteri dello Stato,

mentre nel mondo dell’Europa latina le folle si preoccupavano
solo dell’indipendenza collettiva del partito o movimento a cui
appartenevano. Questo ha permesso negli anni di sviluppare due
percorsi paralleli nella vita politica e culturale dei diversi paesi
che si sono accentuati soprattutto dopo i conflitti mondiali.
Ovviamente ci possano essere degli amatori dei sentimenti di
libertà di stampo anglosassone, come noi e molti altri, ma alla
maggior parte della popolazione italiana, o in generale europea, il
mondo dell’angolosfera risulterà per molti aspetti estraneo.
In che modo procede la ripartenza economica post pandemica
nel Regno Unito?
La pandemia ha colpito duramente i nostri amici dell’oltremanica,
che insieme alle incertezze del post Brexit, ha fatto perdere quasi
il 10% del Pil nazionale, ma il governo Conservatore ha dato il via
ad una politica economica espansiva ben ragionata che ha
permesso al Regno Unito di riprendersi velocemente nei primi
mesi del 2021. Dopo la grande ripresa economica, nel secondo
semestre di quest’anno la crescita è rallentata, l’inflazione è
cresciuta e la crisi energetica è iniziata. I problemi per Downing
Street non sono finiti, con i suoi partners europei che minacciano
dazi e l’Irlanda sempre più vicina a mettere le sue grinfie sulle sei
contee nordirlandesi. Sono tempi difficili per essere un
conservatore inglese, anche per questo il Primo Ministro Boris
Johnson ha deciso di diventare un Tony Blair 2.0 piuttosto che un
“Uomo di Ferro”, il rientro prepotente dell’industria pubblica nel
tessuto economico britannico rischia di riportare i Tories agli anni
’50. Dopo l’enorme spesa degli ultimi due anni e l’estremo
interventismo, il governo, secondo noi, deve tornare alle sue
radici conservatrici e riaffermare l’importanza delle tasse basse e

delle forze di mercato, ammettendo le limitazioni del settore
pubblico ma anche di quello privato, questo non
rappresenterebbe un ritorno al thatcherismo, ma piuttosto uno
sviluppo di esso. Se nell’ambito economico Downing Street non ci
convince, in campo di politica estera il ritorno alla “Splendid
Isolation” salisburiana ci rende molto fiduciosi. Così come nel
Diciannovesimo secolo il Primo Ministro Salisbury guidava
l’impero britannico in una politica estera globale lontana dalle
dispute particolaristiche europee, il “Global Britain” di Boris e del
suo Ministro degli Esteri Liz Trus punta ad avere più alleati
possibili al di fuori delle coste del Vecchio Continente con accordi
commerciali e di cooperazioni vantaggiosi con molti stati come
Australia, Canada, Giappone, Norvegia, Islanda e i Paesi della
Penisola Arabica. Anche sul fronte interno il governo di Sua
Maestà sta preparando una serie di riforme di stampo
conservatore a noi gradite con il superamento del “Human Rights
Act”, il rinnovo del NHS, una nuova politica migratoria e
un’agenda politica e culturale antitetica al “wokerismo”. Il futuro
ha in serbo tempi duri per gli inglesi ma i Conservatori ne saranno
all’altezza.
Quali sono i vostri progetti per il futuro?
Noi vogliamo continuare con il nostro percorso per ottenere
sempre più visibilità e divulgare sempre di più le nostre idee. Il
nostro sogno e progetto futuro è di creare una community
quanto più internazionale possibile che parli un’unica lingua,
quella dei Conservatori.

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