Recensione su “La Società chiusa in casa”

Recensione di: Tommaso De Filippo

LA SOCIETA’ CHIUSA IN CASA: L’INDIVIDUO DEVE AFFRONTARE E
SUPERARE I RISCHI DELLA MODERNITA’


Zero Covid. Quante volte abbiamo udito queste parole da quasi
due anni ad oggi? Probabilmente anche gli osservatori più attenti
e precisi non avranno saputo tenere il conto. Infatti, la gran parte
dell’agorà sociale, mediatica e politica è sin dal principio
dell’emergenza pandemica invasa da tale vana speranza.
Il clima di attesa creatosi, nell’auspicio di un frettoloso epilogo
totale della vicenda coronavirus, ha profondamente modificato i
nostri comportamenti e la società stessa.
Eppure, con lo scorrere dei mesi si è compresa l’importanza che
avrebbe avuto tenere un differente approccio al problema
sanitario, dato che nonostante le nostre rigide misure di
prevenzione osserviamo un bollettino sanitario ben peggiore di
quello delle nazioni maggiormente “aperturiste”. A cosa
dobbiamo tali risultati? Come possiamo trarre tesoro dagli errori
e rivoluzionare, migliorandolo, il nostro approccio sociale? Sono
questi i principali quesiti che scaturiscono dalla lettura di “La
società chiusa in casa”, ultima fatica letteraria di Gilberto
Corbellini ed Alberto Mingardi, edita da Marsilio.
Testo che spazia dalla sociologia alla medicina, dalla formazione
di pandemie e virus infettivi che hanno contornato l’esistenza
della nostra società, fino ai modelli culturali che influenzano i
comportamenti dei popoli. Il manoscritto non pretende di
esporre risposte e soluzioni effettive alle nostre problematiche,
piuttosto tenta (riuscendoci) di produrre in noi un ragionamento.
In primis, quello relativo all’approccio dei singoli dinanzi al
mondo contornante. La visione collettivista è la matrice da cui

scaturiscono repressioni e limitazioni delle libertà personali da
parte dello stato. Infatti, a dover giocare un ruolo fondamentale è
proprio l’individuo, maggiormente consapevole del proprio peso
e della propria sacrosanta libertà. Un approccio di tipo liberale
che l’Italia è titubante ad assumere, ma che rappresenta l’unica
sana sfida da affrontare per ottenere l’interesse generale.
Nell’epoca della globalizzazione le distanze tra i singoli stati sono
andate affievolendosi, permettendo l’incremento della ricchezza
e degli scambi commerciali, come il rischio di propagazione di
virus e tradizioni popolari in passato distanti dalle nostre.
Anche in ragione di ciò, sta al singolo comprendere benefici e
rischi di ciò che lo circonda, convincendosi che la propria salute
sia strettamente collegata alla propria libertà ed al rispetto di se
stesso. Ambizioni colme di valore e convinzioni che, si spera,
potranno espandersi in società anche grazie all’apporto di testi
liberali di così netta e preziosa valenza.

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