Intervista a FABIO AMENDOLARA

FABIO AMENDOLARA: “LE MISURE GOVERNATIVE PRESE CONTRO LA PANDEMIA SONO STATE IMPROVVISATE E DANNOSE PER ECONOMIA E SALUTE DEI CITTADINI”

Abbiamo intervistato Fabio Amendolara, pregevole firma del giornalismo italiano ed autore di inchieste e pubblicazioni relative alle pagine storiche maggiormente oscure verificatesi dal secondo dopoguerra ad oggi. Attualmente, è firma di La Verità e Panorama. Pertanto, le sue prospettive e considerazioni relative alla situazione pandemica, così come al futuro della politica e della giustizia in Italia sono per noi formative e fonte di notevole spunto per il futuro.

In qualità di giornalista, come valuta il lavoro comunicativo ed informativo svolto dalla sua categoria nel corso di questa emergenza?

I media italiani non erano pronti. C’è stata molta disinformazione, soprattutto nella prima fase della pandemia. Poi la comunicazione si è adattata all’epidemia appiattendosi sulle posizioni ufficiali delle autorità. C’è stata poca controinformazione, insomma. A me, per esempio, è bastato seguire qualche inchiesta giudiziaria sui morti causati dai vaccini per essere additato come un negazionista. Ecco, chi cerca di capire cosa ci sia dietro alle notizie ufficiali, ovvero chi fa giornalismo investigativo, non è tollerato. Apriti cielo quando ho scoperto che in Veneto nel drammatico conto dei morti per Coronavirus c’era finito di tutto: dagli incidenti stradali ai morti sul lavoro. Piace, e viene invitato in tv, invece, chi parla alla pancia: magari con le interviste tragiche che servono ad alimentare il clima di terrore verso il virus. Ma che non spiegano dinamiche, non raccontano gli errori e le errate valutazioni di chi governa. C’è poi stata una fase piena di fake news che hanno creato e alimentato i gruppi di complottisti e di negazionisti.

Pensa che misure al vaglio della politica, come l’estensione del Green Pass ed eventuali obblighi vaccinali, possano realmente rivelarsi efficaci? Oppure si rischia di limitare libertà personali senza produrre neanche dei benefici?

Penso che le misure prese dal governo siano state molto improvvisate e che abbiano danneggiato l’economia e la salute dei cittadini. Mi riferisco ai pazienti oncologici, per esempio, che hanno rinviato visite e cure. Penso anche che gli uomini scelti dal governo per gestire la pandemia si siano rivelati totalmente inadeguati. Uno su tutti l’ex commissario straordinario Domenico Arcuri.

Ritiene utile la battaglia per i referendum sulla giustizia, al fine di scardinare il marcio presente attualmente in parte della Magistratura?

Lo ritengo assolutamente utile. Bisognerebbe accompagnarlo però con un’attività informativa più fitta. Dopo tutto quello che è accaduto con la giustizia in Italia, i cittadini hanno bisogno di una informazione reale. I giornali della vulgata, invece, continuano a schierarsi con gli amichetti che hanno nei posti chiave.

Di quali misure economiche crede abbia bisogno l’Italia?

L’Italia deve ripartire. Spero che la gestione del Pnrr non finisca all’italiana, ovvero come tutte quelle misure che hanno immesso grandi flussi finanziari e che poi sono finiti nelle mani sbagliate. Non dimentichiamo quello che è accaduto con il terremoto del 1980. Per far funzionare il meccanismo del Pnrr serve che anche chi è delegato al controllo faccia la sua parte e con una certa celerità. 

Come giudicherebbe l’eventuale formazione di un partito unico del centrodestra? Magari proprio sulla scia del Partito Repubblicano Americano..

Non mi occupo di politica, ma mi sembra che sia diventata così fluida che tra poco parleremo già di schieramenti diversi. L’idea del partito unico del centrodestra potrebbe essere stata già superata. Purtroppo i partiti si adattano con troppa facilità alle leggi elettorali, senza tenere troppo in conto idee e tradizioni.

Quali sono i suoi progetti lavorativi e letterari per il futuro?

La mia ultima pubblicazione s’intitolava VelEni, mi ero occupato degli strani meccanismi usati dalle compagnie petrolifere ai tempi di Mattei. Ma dopo essermi occupato del faccendiere Piero Amara ed aver scoperto che le strategie dell’epoca non erano tanto distanti da quelle usate oggi, credo che debba concentrarmi su un VelEni II. Ma per ora è solo un’idea.

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