Intervista a BEATRICE GIGLI

BEATRICE GIGLI:”L’INFORMAZIONE DI QUALITÀ DEVE ESSERE CONCRETA E DEVE PRODURRE CHIAREZZA. DURANTE LA PANDEMIA NE ABBIAMO VISTA POCA

Abbiamo intervistato Beatrice Gigli, professionista della comunicazione e del giornalismo italiano. Con le sue prospettive ed analisi sul mondo lavorativo giovanile, sull’operato giornalistico durante l’emergenza e sull’apporto della comunicazione in ambito politico è stata per noi di notevole spunto.

Da professionista della comunicazione, ritiene che il mondo giornalistico abbia svolto correttamente il proprio ruolo informativo, nel corso dell’emergenza pandemica?

Oggi, con un semplice smartphone e attraverso i tanti canali social, chiunque fa notizia. L’informazione però è qualcosa di più, è, secondo me, una comunicazione di qualità che distingue chi dovrebbe saperla fare, cioè il giornalista, da un qualsiasi divulgatore. Sempre secondo me, un’informazione di qualità deve essere concreta,  efficace ed inequivocabilmente finalizzata a produrre chiarezza. Nel periodo pandemico, quanta comunicazione è stata fatta con queste peculiarità? Forse poca…

In che modo nasce la sua passione ed il suo avvicinamento a questo settore?

Gli studi umanistici sono stati fondamentali per la mia formazione, per il metodo di studio ma ancor di più per relazionarmi con gli altri. Ho scelto la laurea in economia perché volevo una mia azienda, e per farlo avevo bisogno di una buona base per le giuste strategie di marketing e di gestione d’impresa. Ho avuto subito molto chiara la Beatrice Gigli Communication: mettere in comunicazione persone, aziende, istituzioni, sviluppare progetti di comunicazione e di co-marketing, gestire ufficio stampa e le media Relations, organizzare eventi culturali e corporate. I lavori sono venuti per caso, a volte per fortuna. Al giornalismo proprio non ci pensavo ma  lavorando nel settore della comunicazione me ne sono appassionata, e adesso scrivo di cultura e società per diversi giornali.

Quali sono le prospettive lavorative e di studio in questo settore? Soprattutto per le nuove generazioni..

Secondo me la formazione, oltre quella scolastica e universitaria, è nutrirsi continuamente: leggere molto e tutto, guardare film e documentari, interessarsi all’arte, andare a teatro, ascoltare musica. Le prospettive, poi, dipendono da noi.

Che tipo di persona è Beatrice Gigli, al di là dell’ambito professionale?

Conduco uno stile di vita semplice e cerco di lavorare molto su me stessa.

Di che misure sociali e politiche avrebbe bisogno la nazione italiana?

In un contesto indissolubilmente globale e sovranazionale, come la nostra Unione Europea, parlare di politica a carattere nazionale è  riduttivo e illusorio. Sicuramente per tutti è necessaria una politica per il sociale, cioè di un sistema che restituisca dignità ai cittadini esclusivamente attraverso la garanzia di un lavoro dignitoso, riducendo l’assistenzialismo solo per coloro che fisicamente non hanno possibilità di lavorare. Lo Stato ha il dovere di aiutare nelle difficoltà i propri cittadini per incentivarli ad essere produttivi e non per viziarli alla passività…

Quali sono i suoi progetti per il futuro?

Avere progetti.

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