Intervista On. Erik Umberto Pretto

Abbiamo intervistato l’On. Erik Pretto, Deputato della Lega, al fine di
comprendere la sua prospettiva ed ottenere una sua analisi sulle tematiche
principali per il futuro della nostra nazione

PRETTO: “SULLA NECESSITÀ DI UNA GIUSTIZIA EQUA NON POSSONO ESSERCI DIVISIONi POLITICHE”

Come procede la raccolta firme per i referendum sulla giustizia?
La raccolta firme procede a gonfie vele e finalmente dopo più di un anno si torna
fare attività sul territorio. La politica è fatta soprattutto di confronto e dibattito, l’ascolto continuo dei cittadini e il lavoro per dare risposte concrete sono proprio i punti di forza di un grande movimento politico come la Lega, che da sempre è un partito vicino ai territori e alle piccole realtà, spesso dimenticate da altri. I referendum sono una grande opportunità per tutti, avere una giustizia più veloce, equa e soprattutto imparziale è interesse di ogni cittadino italiano. Le oltre 300.000 firme raccolte finora lo dimostrano.

È possibile trasmettere ai cittadini il bisogno di una battaglia per una giustizia
giusta, che superi gli steccati ideologici e le rispettive provenienze politiche?

Ci sono temi sui quali lo scontro politico diventa inevitabile ma una giustizia equa e
imparziale non è tra questi.
Sono molte ad oggi le sottoscrizioni di politici, personaggi della televisione e
giornalisti che spesso si sono scontrati con la Lega, a testimoniare la necessità di una
battaglia per una giustizia che sia degna di questo nome, incolore e slegata da ogni
appartenenza politica e impostazione ideologica.
Questa necessità è stata più volte dimostrata anche dalla grande partecipazione da
parte di persone di tutte le fasce d’età ai gazebo organizzati nelle ultime settimane.

In autunno sono in programma elezioni in più di 1000 comuni italiani e si
rinnoverà il consiglio regionale in Calabria. Cosa si aspetta la Lega da questa
tornata elettorale?

Penso che la scelta della Lega di entrare in questo Governo sia una chiara
dimostrazione di responsabilità nei confronti dei cittadini, i quali da tempo
chiedevano delle risposte concrete e puntuali su tematiche sottovalutate e tralasciate
dall’esecutivo precedente.
Essere poi tornati a fare politica nelle piazze e tra la gente, dimostrando continua
vicinanza ai cittadini ci darà sicuramente la forza per affrontare una campagna
elettorale intensa, con la quale auspichiamo di acquisire molti nuovi amministratori
che possano contribuire al radicamento sul territorio del nostro movimento.


Ritiene che il Green Pass obbligatorio possa essere uno strumento lesivo delle
libertà individuali dei cittadini, oltre ad essere dannoso per l’economia
nazionale?


La Lega al Governo lavorerà sempre per garantire salute, lavoro e libertà a tutti i
cittadini senza imporre obblighi, multe o divieti.
Siamo infatti già al lavoro per preparare gli emendamenti necessari da presentare in
Parlamento sul Green Pass. Vaccinarsi deve rimanere una scelta libera di ogni
cittadino e non può essere imposto come obbligo, è inoltre impensabile chiedere alle
persone di fare un tampone ogni 48 ore a spese proprie per tornare a vivere
normalmente.
Bisogna anche permettere alle attività economiche, che stanno iniziando la ripresa
dopo un periodo di chiusura forzata, di lavorare senza dover fare investimenti
aggiuntivi: penso a bar e locali, ad esempio, che hanno posti a sedere solo all’interno
e che si troveranno a non poter ricevere clienti se sprovvisti di Green Pass.

Quali sono le proposte della Lega per superare la crisi economica e sociale
attuale?

Le principali proposte della Lega sono il taglio delle Aliquote IVA e l’azzeramento
dei prelievi sui i beni di prima necessità, con un programma per arrivare
gradualmente ad una Flat Tax, oltre all’alleggerimento della pressione fiscale sui
lavoratori autonomi e sulle Partite IVA, che contribuiscono a buona parte del nostro
PIL e che hanno sofferto maggiormente i periodi di chiusura.
Dobbiamo però prestare attenzione anche ai bisogni delle famiglie e al sostegno della
natalità: per questo motivo abbiamo promosso l’introduzione dell’assegno unico per
i figli minorenni.

In che modo valuta e prospetta il futuro della coalizione di centrodestra? Sarà
possibile la creazione di un partito unico, magari sulla scia del Partito
Repubblicano Americano?


Il panorama politico americano e la struttura federale degli Stati Uniti sono molto
diversi da quelli italiani, due storie e due tradizioni culturali ben distinte, per questo
il paragone risulta difficile ed improbabile.
I movimenti italiani di centrodestra hanno identità e strutture differenti, difficilmente
sintetizzabili quindi in un partito unico. Ciò non ci impedirà di trovare molteplici
punti di incontro che saranno la base e la forza di una grande coalizione con Forza
Italia, Fratelli d’Italia ed altri movimenti civici che condividano l’esigenza di
modernizzare il nostro paese. L’obiettivo rimane dunque arrivare uniti e compatti
alle prossime elezioni

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