Intervista all’On. Emanuele Prisco

Abbiamo intervistato l’On. Emanuele Prisco, Deputato di Fratelli d’Italia, al fine di ascoltare la sua analisi politica sull’attuale situazione sociale. Libertà personali, giustizia e futuro del centrodestra sono stati i punti cardine della nostra conversazione.

EMANUELE PRISCO: “IN EUROPA SERVE PIÙ POLITICA E MENO BUROCRAZIA”

Come valuta Fratelli d’Italia l’introduzione del Green Pass obbligatorio per poter condurre una vita sociale effettiva?

Riteniamo sia una restrizione delle libertà personali. Siamo l’unico paese europeo insieme alla Francia che lo introdurrebbe e questo diventa un colpo per economia e turismo in una nazione che fa di questo settore un caposaldo del proprio sviluppo economico. Fermo restando che dobbiamo convincere con dati certi le persone a vaccinarsi.

Il vostro partito registra una crescita di consensi esponenziale e costante. Siete convinti di poter ambire ad essere il primo partito nazionale alle prossime elezioni?

A mio avviso l’importante è che il centrodestra si presenti unito alle elezioni e possa vincere con un progetto chiaro per l’Italia. Le maggioranze eterogenee, come abbiamo visto in questi ultimi due governi, portano solo a compromessi al ribasso e alla Nazione serve volare alto. I sondaggi confermano una crescita di Fratelli d’Italia e l’apprezzamento verso il nostro presidente Giorgia Meloni determinata dalla chiarezza delle nostre posizioni e dalla coerenza dimostrata rispetto agli impegni presi con i cittadini.

Fratelli d’Italia ritiene fondamentale un profondo cambiamento all’interno del nostro sistema giudiziario. Pensate che la strada dei referendum, tracciata da Lega e Partito Radicale, sia una soluzione efficace?

Li sosteniamo quasi tutti. A mio parere sarebbe auspicabile che fosse il Parlamento a fare le riforme ma non può essere una maggioranza con gli afflati giustizialisti del Movimento 5 Stelle e il garantismo di Forza Italia. Dopo quanto emerso sul caso Palamara una riforma soprattutto del sistema elettorale del Csm è necessario. Per questo proponiamo il sorteggio per limitare il potere delle correnti. Ma non dimentichiamo che la stragrande maggioranza dei magistrati sono fuori da queste dinamiche e sono servitori fedeli dello Stato.

Come prospetta il futuro del centrodestra al Parlamento Europeo? C’è bisogno di un avvicinamento tra i gruppi ed i partiti europei che condividono maggiormente ideologie conservatrici?

Perché no. Chi condivide l’idea dei Padri costituenti europei di una confederazione di stati sovrani e non una unione burocratica di sovrastrutture che non rispettano i cittadini e le identità delle singole nazioni è bene che si ritrovi, ma noi vogliamo salvare l’Europa e non affondarla. Più politica e meno burocrazia.

Che risultati si aspetta il suo partito dalla tornata elettorale del prossimo autunno?

Fratelli d’Italia come sempre farà la propria parte per far vincere il centrodestra con lealtà e coerenza come sempre e porteremmo il nostro contributo qualificante di idee e candidati.

All’interno dell’agorà politica e mediatica si discute molto del futuro della coalizione di centrodestra. Ritiene possibile l’avvento e la creazione di un partito unico, magari sulla scia del partito repubblicano americano?

Siamo in Italia non dobbiamo copiare gli altri. Credo che il centrodestra sia più forte se può rappresentare sensibilità varie ma compatibili. L’importante è lavorare con serietà e correttezza perché le coalizioni si reggono soprattutto sul rispetto reciproco.

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